Ci sono i superclassici – sarò una persona migliore, più saggia e buona, i salutisti evergreen – dimagrirò/smetterò di bere/fumare/ magiare schifezze, gli utopisti-puri – mi batterò per la pace nel mondo/farò volontariato in Africa, i wallstreet-affaristi – darò la scalata alla mia azienda fino a scalzarne il boss/o almeno metterò un mucchio di soldi da parte, e quelli da genitore-benintenzionato – dedicherò più tempo ai miei bambini, coltiverò pazienza e ascolto, sarò il più gran giocherellone e non li sgriderò mai mai più.
Sono i buoni propositi del nuovo anno, quelli da mettere in pratica dopo il rintocco della mezzanotte e da realizzare nei 365 giorni successivi. Qualcosa riusciremo a fare, qualcosa no e difficilmente il passaggio da un anno all’altro segnerà la nascita della persona supersfavillante e figacciona che si celava dentro di noi e aspettava solo il momento giusto per venire fuori. Anche se siamo ovviamente consapevoli della possibilità che non tutto si realizzerà, i buoni propositi sono una sorta di vittoria dell’ottimismo sul realismo, dell’irrazionalità sul pragmatismo: migliorare si può ed è bello crederci!
Ma siamo genitori dalle risorse limitate e la routine familiare tutto travolge. Quindi il buon proposito che ci/vi auguriamo per questo 2017 è di riuscire a fare ogni giorno (o settimana, o mese) qualcosa di diverso e inaspettato. Imparare ogni giorno (o settimana, o mese) qualcosa di nuovo. Prendendo esempio proprio da loro, i nostri bambini. E buon anno a tutti!